martedì 19 agosto 2014

Androgyn



Il fascino.
La bellezza. Quella particolare.
(Anche senza tette e culi in bella mostra.)















Tilda Swinton.




giovedì 14 agosto 2014

Gelosia portami via.


Dove è finita la gelosia, quella che ti prende e ti porta via?
Quella che si ti distrugge, ma spesso ti salvaguarda anche. Quella che fa risvegliare l'orgoglio latente, che forse sarebbe meglio che tutti avessero più sangue siciliano nelle vene e un po' meno alcool. Quella che ti fa venire un tic nervoso, quella che ti fa stringere le mani a pugno e inspirare-ed-espirare il più lentamente possibile (nemmeno tu fossi ad un corso pre-parto) per mantenere la calma. Quella che ti brucia dentro, quella che ti fa male e ti fa venire il mal di stomaco e ti fa maledire te stessa o te stesso di essere così dannatamente stupido perché "tanto non ne vale la pena". Eppure il solo pensiero che qualcuno possa guardarlo, e addirittura sfiorarlo ti manda in bestia, ti fa diventare acido il sangue e ti cambia il timbro della voce, a metà tra l'estremamente stizzito e l'omicidio imminente. La gelosia che ti attanaglia e che ti fa volere essere stata il suo passato, essere il suo presente e, perché no, anche un po' parte del suo futuro. Quella che al minimo cambiamento ti fa insospettire e scrutare la polvere per vedere se effettivamente è cambiato qualcosa.
La gelosia, non quella delle scenate in piazza con tanto di vestiti gettati fuori dalla finestra e piatti rotti, ma quella dell'amor proprio. Che capisce di aver perso, che si rassegna a qualcosa che non volevi accadesse, che soffre ma poi si rialza. Perché "anche se fosse solo per una notte, quello deve pensare solo a me".

(Quella che ti fa capire- se hai voglia di ascoltare- che se lei va dietro ad un altro e con te ha ceduto solo per qualche ora perché è tutto un gran casino, non vuol dire che sarà così per sempre: lascia perdere perché davvero la verità è che non gli piaci abbastanza)










domenica 3 agosto 2014

Alle amiche che ho.


Alle amiche che chiamano di mattina e che mandano messaggi nel cuore della notte. A quelle che stanno in silenzio prima degli esami ma ci sono lo stesso, a quelle che stanno lontane ma questo non cambia la natura né l'intensità dei sentimenti. 
A quelle che mentre parlano e risolvono problemi tu pensi "menomale che c'è lei perché io non lo avrei saputo dire così bene", a quelle razionali, a quelle irresponsabili, a quelle romantiche. A quelle che hai imparato a conoscere col tempo e con fatica e che guardi con la consapevolezza che gli anni possono passare, le albe diventare tramonti, le primavere autunni, gli uomini possono andare, venire, passare, tornare, sparire, ed è già successo tutto questo ma loro no. 
Come i diamanti, quelli veri, sono per sempre. 
Ai momenti di silenzio, ai brindisi, alle lacrime e ai sorrisi, alle urla arrabbiate e alle parole che talvolta vorresti non aver detto ma ti sono state perdonate, ai momenti trascorsi insieme e a quelli in cui ci si deve separare, agli aerei e ai treni che le portano lontane ma le fanno anche tornare a casa. A chi dice bianco e a chi dice nero per poi alla fine scegliere grigio scendendo a compromessi, quelli che piegano l'orgoglio e fanno crescere. 
Ai matrimoni già organizzati che manca solo lo sposo, ai sogni nel cassetto e agli obbiettivi da raggiungere. Ai pensieri, all'affetto. 
Alle amiche che ho. E che non vorrei cambiare. 

 (alla lacrima che sta scendendo. Vi voglio bene)









martedì 15 luglio 2014

Da una donna così, non si torna indietro.


"Non innamorarti di una donna che legge, di una donna che sente troppo, di una donna che scrive. Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza. Non innamorarti di una donna che pensa, che sa di sapere e che, inoltre, è capace di volare, di una donna che ha fede in se stessa. 
Non innamorarti di una donna che ride o piange mentre fa l’amore, che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più, di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica. Non innamorarti di una donna intensa, ludica, lucida, ribelle, irriverente. 
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così. Perché quando ti innamori di una donna del genere, che rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro. 

Mai."













lunedì 7 luglio 2014

Wishlist- edizione del lunedì.


Caro Babbo Natale, per i saldi vorrei... Ormai è così da giorni. Viaggio con la testa da altre parti, mentalmente spendendo i miei prossimi ventisette stipendi facendo un ipotetico shopping online su svariati siti. Troppi.
Roba che sul serio potrei rischiare di spendere un'intera busta paga in un singolo paio di scarpe. Però, come direbbe Lavinia, "quelle ti durano davvero una vita, le metti su tutto". E ogni scusa è buona per darle retta. (Poi non so se effettivamente le Rockstud di Valentino in giallo fosforescente rientrano in questa categoria.)
No dai, scherzo. Mi sa che opterò per un classico cipria.
Poi sarei tentata da un paio di Charlotte Olympia 14 cm, veramente perfette per farsi tutta via Fillungo, lastricata di sampietrini, e andare a fare un aperitivo seduta su un gradino. A pensarci bene però forse è meglio se "ti sei venduta l'anima il giorno che ti sei messa il primo paio di Jimmy Choo".
Un paio di occhiali da sole degni di questo nome. Il quesito "graduarli o non graduarli" me lo porrò in seguito, nel frattempo voi magari suggeritemi cosa scegliere tra gli Audrey di Cèline o i Prada Cat Eye.
Costumi, costumi, costumi. A vita alta e fantasia. Che sono stufa dei soliti bikini tinta unita. 
A proposito di fantasie, Montre Première di Chanel in silver a parte- s'intende-, qualcosa con dei limoni sopra. Che la mia tintarella è a un buon punto e il giallo ci si abbina da Dio.
Seta. Seta in tutto e per tutto. In testa, ormai ho superato la paura del turbante (o quasi), come top, o in un paio di pantaloni palazzo enormi e fluttuanti come fossero mare.
Il 50% di sconto da Intimissimi, uno dei miei momenti preferiti dell'anno. Roba che mia madre ha giurato di strozzarmi con il prossimo reggiseno che entra in casa, quindi dovrò nascondere bene le razzie e mentire spudoratamente sulla provenienza di quel brasiliano rosa cipria.
Parigi. Che sono esattamente 642 giorni che non respiro la sua aria e la sua joie de vivre. Che non mangio macarons da Ladurèe e passeggio per le sue strade fermandomi a fotografare le porte e la luce su quei tetti quasi blu.
Una cena estiva sul mio terrazzo. Per festeggiare questo stipendio o sbronzarsi per dimenticare di averlo già bruciato.
















mercoledì 2 luglio 2014

Tiny Flower Crown


Flower Crown. Una giornata di mare. Una sera d'estate. Camicia bianca e capelli sciolti. A Midsummer Night's Dream. 

(Un grazie speciale a Floruit per aver ancora una volta fatto innamorare me e Daniela con i loro splendidi fiori)











Flower crown: thanks to Floruit
Shirt: Primark
Shorts: Pinko
Bag: Furla